Leggi in italiano! Delle cose che pensi che non ti capiterano!
Ho una fissazione per una ragazza, ma non qualunque tipo di fissazione e non una ragazza normale… secondo me, non si trovano più queste ragazze al mondo… quando l’ho trovata è stato come aver trovato un quadrifoglio!
Lei è così carina, bella, intelligente, il suo sguardo mi fa morire! il sorriso mi fa sognare e tutta lei è una perfetta creazione. Questa fissazione che c’è mi fa sentire tanto piacere come dolore. Ma io continuo ad amare, anche se mi fa male… e non perché volevo… ma per un sogno, una fantasia…
Ma ti dico, caro lettore, l’amore non si cambia mai per un sogno… è come se volessi cambiare una ferrari per una vespa… devi farlo unicamente se non c’è nient’altro… io avevo trovato tutto quello che tutti cercano: Il vero amore, e poi… ho fatto una cazzata! ho proprio cambiato la macchina più bella per la vespa… non si fa… poi però, l’amore non è sparito, anche se c’è tutto distrutto qui dentro, anche se non so come vivere, come pensare, come reagire… se non ho più sogni… perché lei era il sogno, lei mi dava le forze per continuare ogni giorno lontano da casa, per studiare… l’unica cosa di cui avevo bisogno… e adesso… l’oasi è sparita… per me… come se la benzina del mondo fosse già finita…
Parte I
“il problema non è quanto aspetti, ma chi aspetti..”
Quando ho finalmente letto nel libro la frase che era in copertina ho capito che stavo leggendo una fantastica storia d’amore. una di quelle che accadono raramente e forse proprio per questo ti lasciano qualcosa, anche se non sei stato tu a viverla. ho letto di un ragazzo che ha voluto talmente tanto una cosa, e che ha fatto di tutto per andarsela a prendere, con stretta in mano e da subito nel cuore, la speranza che quel che sentiva non era una cosa da niente. un amore nato su un tram, fatto di sguardi e silenzi che significavano più di mille parole. un continuo cercarsi, scoprirsi, amarsi senza pretese, senza compromessi, ma la sola idea di poter dare all’altro la parte migliore di se stessi. una storia d’amore a scadenza, e.. “è tanto che aspetti?” … “più o meno trentacinque anni..”
(dedicato a tutti coloro che pretendono il loro “giorno in più..”)
” .. aveva sognato ad occhi aperti di veder crescere quella storia senza nome.
fatta di piccole cose, come i grandi amori.
di risvegli in un letto immenso,
di sorrisi complici e calze stese in bagno,
di mani e occhi grandi, e amici che ridono di te che cammini sulle nuvole.
di armadi divisi in due, e progetti che sono belli così, anche quando non si realizzano mai.
di parole, e vita che si impara.
di anniversari e ricorrenze: del primo incontro magari, in quel parco, in autunno.
di gesti che si ripetono sicuri e sempre uguali, nell’intimità di quell’unica scelta possibile.
correva veloce la fantasia, così veloce da stupirsi di quanto gli venisse facile immaginare una vita con lei, così veloce da farsi mancare il fiato.
sentiva, giorno dopo giorno.
e questo doveva bastare.
scopriva emozioni, e le lasciava correre e crescere dentro.
riposava, mettendo a tacere il rumore.
viveva.
con lei e in lei.
anche solo per un attimo, quella era stata vita.
aveva assaporato ogni istante del tempo passato con lei, ogni battito di cuore, ogni carezza, ogni parola, e aveva riposto tutto gelosamente in un cassetto della memoria, nella segreta consapevolezza che un giorno avrebbe avuto bisogno di quei ricordi, perchè lei sarebbe andata via.
per tornare, o per non tornare più.
non poteva saperlo.
eppure…
non si sarebbero persi.
la sua partenza sarebbe stata soltanto un arrivederci a presto, e non un addio.
ne era certo.
e non si sbagliava.
perchè a volte, ma solo a volte, succede che la vita sa farsi fiaba.
a volte, ma solo a volte, succede che due persone s’incontrino.
e incontrarsi, incontrarsi davvero, non è cosa da tutti.
per questo, quando accade, è per non finire mai.”
“Io ascoltavo sguazzare nella barca – i piedi scalzi – e immaginavo i volti spenti dalla fame. – Il mio cuore è stato un pendolo fra lei e la strada. – Io non so con quale forza mi sono liberato dei suoi occhi – e sono sfuggito alle sue braccia. – Lei rimase ad annebbiare di lacrime la sua angustia - al di là della pioggia e del vetro. – Ma incapace di gridarmi: aspettami – io vengo via con te! Otero Silva

